Prestiti senza busta paga

Ottenere prestiti senza busta paga è difficile, ma non impossibile e oggi che il mercato è diventato competitivo e flessibile, è possibile accedere a delle soluzioni vantaggiose anche per coloro che non sono in possesso di una busta paga per le più svariate motivazioni.

In certi casi, sono proprio determinate garanzie possedute dal richiedente a favorire la concessione di un prestito anche in mancanza di busta paga, la quale è un’assoluta certezza per la banca, poiché un lavoratore che percepisce un buon stipendio e che quindi ha una busta paga piuttosto alta ed un contratto a tempo indeterminato , permette all’istituto di credito di ricevere garanzie maggiori rispetto ad un lavoratore con un contratto a collaborazione oppure a progetto.

Tale discorso è applicabile anche ai lavoratori autonomi, ovvero artigiani, liberi professionisti oppure commercianti, i quali, per accedere ad un finanziamento, il più delle volte devono presentarsi con una persona garante, che provvederà ad ottemperare gli obblighi relativi al mancato pagamento di una rata, perché in possesso di una salda situazione economica e finanziaria. Il garante, dunque deve possedere un reddito dimostrabile. Da quanto emerge sin qui, è quasi impossibile generalizzare e pertanto è necessario valutare attentamente la categoria d’appartenenza del soggetto richiedente.

Nel caso dei già citati lavoratori autonomi, è necessario, oltre alla presenza del garante, anche la presentazione di un valido progetto di investimento all’interno della propria attività svolta, che se ritenuto valido ed ambizioso, può aprire la strada verso prestiti e agevolazioni. Se invece, si tratta di un prestito non per la propria attività, bensì richiesto per motivazioni più spiccatamente personali, è necessario presentare il modello Unico dell’anno precedente e l’istituto di credito provvederà ad effettuare le giuste valutazioni.

Un altro discorso, invece, riguarda i cattivi pagatori oppure i protestati: se si possiede una busta paga, il prestito può essere più facilmente concesso a differenza , invece, dello status di lavoratore autonomo, ove è necessario risolvere i debiti e richiedere la riabilitazione al tribunale di competenza prima di richiedere un nuovo finanziamento, anche se sono previste delle agevolazioni anche in questo caso. In aggiunta a ciò, vi è quella categoria di lavoratori, che avendo già un prestito in corso, possiedono una busta paga con più del 35% – 50% impegnata nel pagamento di un mutuo: in questo caso sarebbe utile ricorrere allo strumento del consolidamento debiti, ovvero richiedere ad un istituto di credito un finanziamento unico per sanare il debito e far confluire le rate mensili in una sola scadenza.

Oltre alle categorie di soggetti ed ai casi appena elencati, vi è il caso specifico dei lavoratori che svolgono attività professionali piuttosto saltuarie o irregolari. Se si dimostra di essere comunque capaci di con compiere insolvenze legate al pagamento delle rate, si può comunque accedere al mutuo, magari ricorrendo a diverse soluzioni alternative prime fra tutte la presenza di un garante.

Dunque, se non si possiede la garanzia della busta paga e se le condizioni economiche del richiedente, così come la sua attività professionale, risultano poco rassicuranti per la banca, il soggetto per poter onorare il debito, deve trovare delle garanzie alternative, fra le quali ricordiamo:

  • fideiussione di un garante ( amico, parente stretto);
  • ipoteca sugli immobili di proprietà;
  • documenti che attestano un reddito reale;
  • pegno su preziosi;
  • cambiale, che ha valore esecutivo.

Per quanto riguarda la fideiussione, essa implica la presenza di un garante, che ha il compito di onorare il mancato pagamento di una rata da parte del richiedente qualora questi ne venisse meno. Il garante può essere un amico, ma meglio se un parente, ad esempio un genitore oppure un nonno con un buon fondo pensionistico, un fratello o una sorella con una condizione economica ben salda. La cambiale è esecutiva e ciò impone che, al mancato pagamento di una rata, si provveda a pignorare i beni relativi al valore dell’insolvenza compiuta.

Altre alternative sono il pegno e l’ipoteca: il primo è utile sono se si posseggono oggetti di grande valore; il secondo istituto, invece, implica che il bene posseduto, ad esempio la casa, non sia stato precedentemente ipotecato. E infine, vi è il modello UNICO, che deve contenere i redditi percepiti l’anno precedente di riferimento e deve dimostrare una certa regolarità nell’ambito del reddito realmente percepito e nell’entrate economiche. Fra tutte queste forme elencate, possiamo affermare con assoluta certezza che la soluzione alternativa più plausibile utile ai fine della concessione del prestito senza busta paga, sia la presenza di un garante , se si pensa che molte finanziarie la richiedono anche come una garanzia aggiuntiva.