Prestiti a pignorati

Innanzitutto è d’obbligo specificare che cosa si intende per persona pignorata all’interno di quelle che sono le norme creditizie. La figura del pignorato è colui che non paga i propri debiti. Il creditore è tenuto quindi ad esperire la procedura di pignoramento, la quale permette di pignorare un bene del debitore, metterlo in vendita al fine di soddisfare il proprio credito. Il pignoramento può riguardare sia beni immobili che mobili. Per quanto riguarda il pignoramento dei beni immobili, il creditore pone in vendita la casa del debitore o suoi terreni. Nel caso dei beni mobili invece il creditore si occupa della vendita di un veicolo, un armadio, un frigorifero…etc, di appartenenza del debitore. Un altro esempio di pignoramento è anche quello che predispone la procedura verso terzi, ad esempio quando viene pignorata la retribuzione mensile presso il datore di lavoro del soggetto debitore.

Il pignorato quindi è considerato un cattivo pagatore, utilizzando l’appellativo in uso dal linguaggio finanziario corrente.

Il soggetto che non riesce a pagare il proprio debito viene inserito nella lista della centrale rischi, prima ancora che gil vengano pignorati i beni. Si tratta di una sorta di segnalazione per far conoscere agli istituti di prestiti bancari e finanziarie la condizione del soggetto richiedente il prestito.

Però nonostante una persona sia dichiarata insolvente rispetto ad un determinato debito, non è detto che essa non possa più ricevere un prestito. Esistono infatti appositi istituti e determinate regole che permettono anche ai pignorati di potersi avvalere di nuovo di un prestito. Una differenza sostanziale nel trattamento dipende dal fatto che si tratti di un pignorato dipendente oppure di un pignorato lavoratore autonomo. Il soggetto che non abbia una busta paga come dipendente può trovare maggiore difficoltà a ricevere di nuovo una somma di denaro in prestito ma non è comunque da escluderne la possibilità, in quanto esistono i prestiti cambializzati oppure essi possono usufruire della garanzia di una terza persona.

Invece per il pignorato dipendente di un datore di lavoro, quindi con un reddito mensile comprovato, può sempre adottare la procedura della cessione del quinto dello stipendio, oppure può avvalersi del prestito delega o anche del prestito cambializzato. Per prestito delega si intende che appunto sia delegata un’altra persona al pagamento della rata mensile, ovvero il datore di lavoro. Egli infatti si occupa direttamente di versare la quota inerente il prestito togliendola dalla busta paga del debitore. In tal modo il debitore ha la certezza che tutte le pratiche relative al debito vengano regolarmente espletate, senza oneri aggiuntivi relativi ad esempio al pagamento di un mutuo. Anche il creditore in tale caso ha la tutela che il debito venga regolarmente pagato. Tuttavia occorre precisare che il datore di lavoro può o meno accettare di occuparsi del prestito delega, anche se in generale il prestito delega viene concesso, in quanto la procedura non comporta alcun rischio per l’Azienda. Il prestito delega è anche definito del doppio quinto, in quanto è in grado di aumentare la rata del pagamento fino al 40% del totale dello stipendio mensile.